Poesia – Che ti (e mi) piaccia o no.

Che ti piaccia o no, son fatto così,

che ti piaccia o no sono un po’ fatto e finito,

che ti piaccia o no, sono uno che se la prende.

Che mi piaccia o no, non ho modo di spiegarmi,

che mi piaccia o no, la gente intorno è questa,

che mi piaccia o no, non è questa la realtà che volevo.

Che ti piaccia o no, io non ho nient’altro che questo,

che ti piaccia o no, per questo scrivo,

che ti piaccia o no, ho sempre e solo amore da dare.

Che mi piaccia o no, ho sbagliato, anche se non è minimamente,

quello che volevo fare. Quello che volevo fosse inteso.

Che mi piaccia o no, la realtà al momento mi fa schifo.

Ma questa non è una novità,

ahahahahahah.

Che mi piaccia o no, quest’anno mi ha reso più incazzato,

e più insoddisfatto di prima.

Che ti piaccia o no, io continuo a spingere,

che ti piaccia o no, è così che scrivo,

è così che sono.

Ma che ti piaccia o no, la verità non è quella che stai pensando tu.

Mi dispiace. Ma pensi puttanate.

Che ti piaccia o no, non ho esattamente la presunzione,

ho semplicemente l’onestà di essere me.

Che mi piaccia o no, ci sono persone che non capiscono al volo,

forse non vogliono volare, io invece sogno di farlo,

libero, libero. Su, sempre più su.

Ho i piedi per terra, molto più di quanto mi piaccia, o no.

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Poesia – Lento.

Lento

Come il tempo, in una canzone lenta.

Lento,

come il tempo che ci metterò a trovare la risposta,

lento,

come il piano, quindi piano. Appunto.

Per molte cose io sono lento.

Per molte cose vorrei tempo, però ho paura della sabbia nella clessidra.

Voglio tutto adesso.

Ma lento, lento.

Mi sembra di aver perso tempo, di stare perdendone altro.

Lento,

come un film che ti rilassa, senza troppi colpi di scena,

lento come il divertimento.

Lì dove conta tutto.

Lento, come quando cammino per le strade della mia città.

Lento, come una verità che mi devo dire,

prendendomi il mio tempo.

Per non soffrire, per non morire.

Lento, ora voglio andare lento. Lento

Lento come … beh

Come vorrei che mi si stringesse, piano.

Piano, con dolcezza.

Il cuore, e anche il cazzo, ad un certo punto.

Sai qual è il vero sbaglio? Non è tutto quello che dici,

è che non sono stato lento.

Ma sai qual è il problema?

È che quando lo sono stato prima, mi sono sfuggite le cose tra le mani.

 Sai?

Ma poi che cazzo ne sai?

È lento.

Sono stato lento, dovevo esserlo solo un po’ di più.

È lento.

Sai,

sono così lento che capisco ora che molto di quello che ho sentito

ultimamente

non sono stato io mano per il cazzo.

Torno ora, ad esserlo.

Lento,

lento, mentre guardo da un ponte in rovina,

i fili della luce, staccarsi piano nel corso degli anni,

sembrano cappi,

sembrano volere il mio collo.

Lento come sarei dovuto essere,

come dovrò essere ora.

Lento, come un giorno che arriverà,

non si sa quando,

ma mi sorprenderà.

Foglio Bianco – 4

Prima di leggere, sì che dico le cose mie, (sempre in maniera alquanto anonima e metforica), ma ricordate, che come sempre, come in ogni cosa che si scrive,

c’è un po’ di enfasi, robe volute. Personaggio. Sono cose che penso, ma anche che non penso.

Se scrivessi in modo troppo leggero, senza colpire, nessuno si cagherebbe ‘sta roba.

.

Allora:

mi metto a pensare così tanto che mi fa male la testa,

mi metto a scrivere così tanto che mi fa male il braccio.

Mi metto ad amare così tanto che mi fa male il cuore.

Mi è mancato un senso della misura, come ha detto un amico. Allora sì. Ma molte cose che sono state dette sempre non vengono capite.
Sai che ti dico frà?

Certe cose devi capirle tu, se sei convinto, te lo senti, sono cazzi tuoi. Questo è sicuro.

Certe parole dette da altri, devono avere il peso relativo, conta che ti dici da solo, vecchio. Ricordatelo.

Alla fine qua chi può veramente essere il giudice? Io.

Mi possono dì di sbagliare quante volte vogliono. Io resto vero. Io resto come mi sento, ogni ferita, ogni lacrima, ogni fissazione.

Ed è sempre qui.

Io scrivo, so che metto arte, ma come ho detto mille volte: è un po’ un gioco, uno scherzo. Niente di serio.

Mi stupisco nel dover spiegare a più gente che è tutta una farsa, una roba artistica, come la vita musicale. È tutto

Un falso mito.

Quando dico mai come voi, intendo tutti quelli che mi stanno sul cazzo. Tutti quelli che hanno perso la bussola, la moralità. Quelli che si sono persi in questo consumismo, questo modo di vivere che ci sta imponendo il mondo. Il consumismo, il selfie, la vita di ora. Quello che non va… più. Non a me, perlomeno.

Io mai persa.

Mai persa la voglia di essere vero ed onesto. E le cose che mi stanno accadendo ora, mi stanno convincendo sempre di più.

E oggi sto bene, finalmente.

E allora che ti devo dire?

Non ho più voglia di spiegare il passato, magari dicendo bugie, ma sempre per spiegare ed urlare che ciò che dicono non è vero.

Io so sempre meglio di tutti qual è il meglio per me.

Pericoloso? Pericoloso… Pericoloso?

Eh beh se non c’è rischio non è bello. Chi non risica non rosica. Io preferisco cercare di essere migliore. Ed è dimostrare di esserlo, ora davvero.

La teoria, la pratica…

Io ho sempre quello che ho, e voglio solo di più. Mai stato veramente nulla di più, nulla di meno. Quello che sono

Quello che sono…

Quello che so…sono.

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Poesia – Pazienza. (Ad un amico.)

Variazioni.

Ho scritto ieri questa poesia ma la riposto perché non mi piaceva…

La rifaccio insomma. Insomma sarà diversa da quella di ieri.

.

.

.

Impazienza.

Di fretta, vado di fretta. Che fretta ho? Fretta di vivere?

Che cosa mi succede, corro, dove corro? Dove?

Perché mi chiedo, ‘sta fretta.

La pazienza, che non ho. Fretta di amare,

di stare con qualcuno, ma in effetti, non ci si conosce nemmeno!

È bizzarro, pazzesco. Sono stato un pazzo.

Ma non lo sono.

Cosa avevo in realtà? Avevo la fretta di

Avere cose che non ho. Ho scelto, dovevo anche essere scelto.

Ma non è con questa foga, no, non è con questa foga,

che si avrà, che si sarà, si amerà.

Essere presi da sé stessi è un problema.

Comunque, si è sicuri di quello che si avverte.

Quello che si tocca con mano.

Io credo in quello che vedo, posso però

Ogni tanto non capire, a causa di questa impazienza,

questa mia suscettibilità.

Male, molto male.

Da zero a cento, dovevo avere misura. Non si deve aver fretta.

C’è chi dice non fare ad altri quello che non vuoi sia fatto a te.

Eh beh questa fretta, questa fretta…

Come la ricerca di conferme che sia sempre tutto bene.

Non ho pazienza.

Dovrei avercela.

Datemi pazienza.

Non voi, intendo me stesso.

Ora che capisco tutto, mi sembra quasi incredibile

di aver fatto come ho fatto.

Mah ho perso me stesso, mi pento di averlo perso.

Non mi sono comportato come dovrei.

Quella sì che è la perdita

Del codice morale, ma ora basta.

Basta pensarci, basta fissarsi, tutto andrà come deve andare.

Senza forzare nulla.

Ecco qui, ora basta, quello è stato l’errore.

Pazienza, pazienza e tranquillità.

E tempo, come dici tu. E allora ce lo prendiamo,

me lo prendo.

Senza fretta.

.

Poesia/Riflessione – Sono Stanco.

Si premette come ieri, che usando termini forti, sono usati apposta, per poesia. Per metafora. Non perché è vita reale. Tenetelo sempre in mente. Grazie.

Si inizia, ora:

.

Stanco.

Stanco di essere stressato, stanco di non essere

Me stesso, dopo tanti mesi.

Qua, dove non ho più

Un abbraccio, un gesto d’affetto,

non mi sento rassicurato. Mi sento sempre incazzato, ferito.

Perché non riesco a fregarmene.

Stanco per tutte quelle volte in cui mi vien detto,

che non devo giustificarmi, e poi devo farlo di continuo.

Stanco, perché ho perso pezzi di me, mentre cercavo,

di colmare dei vuoti.

I veri errori, non sono quelli che mi vengono detti.

Forse ho dato troppo. Troppo sforzo, troppo impegno.

Dovevo fare meno. Farò meno.

La mia mancanza mi ha spinto, pensando che per raggiungere

Un obiettivo, dovessi impegnarmi sempre di più.

Ora però sento che ho esaurito le forze.

Alla fine, sono in ginocchio, alla fine il sole che mi bruciava dentro,

mi ha consumato.

E beh a questo punto, mi guardo le mani.

E invece di ribellarmi, mi lascio andare, cado al suolo.

Muoio un po’.

Mi lascio consumare dolcemente tra queste fiamme.

Il bruciar m’è dolce in questo fuoco.

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Ribelle.

Fin da bambino, ho avuto questa natura da bastian contrario,

ovvero di andare controcorrente, perché mi son sentito,

schiacciato, messo all’angolino, ma ora che mi guardo indietro,

non mi sono mai veramente arreso, mai veramente sottomesso,

a quelli che mi rompevano il cazzo.

E ancora oggi, mi sento di dovermi ribellare.

Non ci posso fare niente, non riesco ad “accettare” dei risultati,

che non mi piacciono, che comunque non sento “miei”.

Mi sento sempre un po’ schiacciato.

Come se dovessero impormi di fare le cose,

contro questa specie di dittatura, io mi ribello.

Metaforicamente parlando, come al solito qua…

Immagino come un’entità piena di fuoco interiore, in mezzo alla folla.

Che con il fuoco, mentre sente che lo stanno placcando,

con il pugno alzato, dà calci e pugni.

Facendosi strada in mezzo a tutti questi.

E sente di doversi ribellare, e di giungere alla fine di una,

sempre metaforica, strada…

per giungere ai suoi obiettivi. Indipendentemente dalla difficoltà

e dalla lunghezza della strada.

È così: mi sembra bene di non essere stato capito,

se quello che mi dicono è totalmente diverso,

da quello che sono. Da quello che volevo fare.

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The Best of Me.

MAXIMUM ATTENTION PLEASE.Yes in english too.What I write here, is for fun, for art. Melodramatic, but is for a good reason. I do it ‘cuz this is ART.PLEASE, don’t mistake it for REAL LIFE.It’s POETRY FANTASY. It’s done in this way, for artistic need. SO: NOT. REAL. Please remember that, thank you.

Have a nice EBENING, bye.

English version of: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/01/753/

We’re living a very hard year, aren’t we?

I feel like I’ve lost something of mine, some part of me.

I got better, I got worst? I don’t know.

For sure, I am changed, like many others.

I pray to stop it, I’m always so angry,

so stressed out.

I can’t take it anymore.

From when it all started, I’m not passing a single day relaxed, calm.

I hope in the next year, we could see good things.

After all this hell, this purgatory, we do deserve some happiness.

Don’t we?

I’m so sensetive, so susceptible.

Damn me, my nature, myself.

I always give my heart, i dedicate my heart.

(what is this? Attack on titan? Sasageyo!)

I want to give it all. At this age, 30 years old.

I feel like I’m not done, not enough.

Never enough.

Never satisfied.
‘Cause I love you, love you, love you
And I hate you, hate you, hate you
And you always, always, always have the best of me

I don’t know what it seems I feel, I can, I do.

Everything I do matters to me, this life ain’t a hobby.

I want to give, so much, and receive.

I Always give

the best of me.

In everything I do.

This is the love I feel, maybe one day, this burning sun of love.

will consume me.

I give my heart, the best of me,

In

Every

Single

Thing

I do.

For every person I love. I love you,

I love, love, love you, you, you… YOU ALL.

I don’t hate, I never hate anybody.

I can’t give up love, I never did. I never will.

I think I am a good person, sometimes i even doubt that.

But as always, as ever,

Yoo will always always always have…

the best of me.

Il Meglio di Me.

NECESSARIA PREMESSA, ATTENZIONE:

Ci tengo a specificare a tutte le lettrici, e tutti i lettori, che ciò che scrivo è comunque e sempre roba ROMANZATA. Fatta apposta in quel MODO.
è melodramamticità, puramente artistica.
Molte delle cose che scrivo, manco le penso veramente. La poesia è fantasia.
Prego a tutti di avere bene impresso che nella scrittura c’è sempre e comunque molta FANTASIA, per prua esigenza LETTERARIA.
E di non confondere quello che scrivo con la vita REALE.
Ringrazio, buona serata.

.

In quest’anno difficoltoso, ho perso qualcosa di mio,

mi sembra di essere cambiato tanto, sono migliore, sono peggiore.

Chiedo per favore di smetterla, sono sempre così nervoso,

da marzo che lo sono, non ho un giorno di pura tranquillità.

Non ne posso più. Speriamo che ora possa succedere il bene.

Che possa tranquillizzarmi.

Maledetta sensibilità: maledetta suscettibilità.

Maledetto mio cuore gigantesco, che si sente sempre così offeso.

Questa voglia di dedicarmi, di dedicare il cuore (e che roba è? Sasageyo?)

Questa voglia di impegnarmi, perché a 30,

mi sembra di non aver fatto

Ancora abbastanza.

“Perché amo, amo, amo

Perché odio, odio, odio

Perché dedico alla vita solo

Il meglio di me”.

Cosa sembra che io faccia, se non altro, se non fare tutto quello che faccio?

Questa vita non è un passatempo,

un hobby.

È tante cose, tra cui la voglia di ricevere.

È il meglio di me.

Così in ogni cosa che faccio, ogni cosa che faccio.

Ogni

Singola

Cosa

Che

Faccio.

Ogni persona che amo, vi amo, vi amo.

Non odio, ma amo. Amo.

E non riesco a fare altro, ed è questo amore che mi brucia,

che mi consuma.

Mi chiedo se alla fine sarà questo “sole” che mi brucia dentro,

ad essere la mia fine.

Eppure non riesco a rinunciarci, non ci riuscirò mai.

La speranza di un domani migliore, di una fine

Di questo stress di questo maledetto anno,

e tutti i dubbi che ho su me stesso.

Io dico che faccio del mio meglio,

mi reputo una bravissima persona,

poi sembra che qualcuno lo dubito, e dubito anche io.

Ma come sempre, in tutto questo,

Dedico alla vita SOLO il meglio di me.

Poetry – My Dear Heart.

English version of: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/11/30/poesia-cuore-mio/

You’re still here, you kept me alive,

even when you were down, hurt,

you did receive what you didn’t deserve.

Not even a single bit, no.

Sometimes, you were eaten by darkness,

You were gone.

My dear emtions, gone too. Dead with you.

I was scared, I didn’t feel human anymore.

All of the sudden, you came back.

I didn’t even ask,

I still don’t know why: maybe is the person I’ve met.

The love  I felt, was big, too big.

Or maybe, it was something else?

I have no idea.

Who knows?

I was scared of losing you again,

You, i picture yourself like a little kid,

5, or less years old.

I don’t even know why, you’re still like this.

You must remain a child.

This is it.

I was scared darkess could eat you once more,

but you’ve got stronger, much stronger.

You’re grown, but you look the same.

A little kid.

My dear heart, you’re so strong now, today,

you’ve found your place in the world.

You know now, the right thing to do.

You have a lot of determination,

all of thise while I listen words,

my brain approves,

while my doubts are trying to eat me alive,

while everything is coming down,

you take all of those broken pieces,

you tell me you want me to build.

Rebuild.

You’re so strong, so proud of you,

like a father.

I can stop being afraid, scared for you.

You are capable of doing everything you want,

and need .

I still have doubts, like the chioces I’m about to do,

are the hardest ever in my life,

but, in the end, who said that?

Nothing is still really said and done.
Nothing.

Poesia – Cuore Mio.

Tu che stai ancora qui, mi hai tenuto in vita,

anche nei momenti in cui ti hanno fatto male.

Nei momenti in cui sei stato coperto di oscurità.

Sembravi sparito, sembrava che le mie amate emozioni,

fossero andate via.

Non mi sono sentito nemmeno umano.

Ad un certo punto sei tornato improvvisamente,

così, senza che nessuno te l’abbia chiesto.

Ancora non so se è stato fare questo incontro,

che mi ha coinvolto tanto,

o se è stato altro.

Chissà?

Ho avuto paura di perderti di nuovo,

tu, che ti immagino come un piccolino,

di 5 anni, forse anche meno.

Non so nemmeno perché devi restare un bimbo,

con il giubbottino dorato. Così è.

Avevo paura che saresti stato di nuovo avvolto dal buio,

ma ti vedo diventato più forte.

Sei cresciuto tanto, anche se il tuo aspetto,

è rimasto uguale.

Cuore mio, oggi sei così forte che ormai,

hai preso il tuo posto nel mondo.

E ormai sai la cosa giusta da fare.

Con tutta questa determinazione, mentre

Ci sono parole che il mio cervello ascolta e approva,

mentre

ci sono i dubbi che mi tormentano,

mentre sembra che tutto crolli, tu prendi i cocci

e mi dici di costruire.

Come sei diventato forte, ormai.

Non c’era bisogno di proteggerti così tanto come pensavo.

Sono orgoglioso, come se fossi un padre.

E ora posso smettere di avere paura per te.

Sei capace di fare tutto da solo, anche se ancora

Dubito, come se fossero le scelte più ardue

Della mia vita. Anche se poi, non è mica detto,

proprio nulla.