Spine. – #FoglioBianco.

Sei ancora qui a scrivere su questi fogli bianchi, come se ci fosse veramente una via di fuga, scrivendo queste cose. Come se veramente quello che scrivi possa bastare a fare da diga a tutte le lacrime che scorrono.

Hai conosciuto tante verità, sai cosa fare ora, sai come vivere, ma provi sempre lo stesso dolore.

Manca, certo che manca, non puoi stare a giudicarti per i sentimenti, puoi perdonare gli altri, puoi perdonare te stesso, perché devi farlo. Perché l’amore verso sé stessi è qualcosa di dannatamente difficile.

Ti hanno detto le più brutte parole possibili, non li hai perdonati? Riesci a farlo solo con alcuni, con lei, ma con altri no.

Non con chi è stato ostacolo per la tua libertà di essere te stesso ed esprimerti fin dal primo giorno, non per chi ha palesemente contribuito al tuo allontanamento.

Diciamo che perdoniamo solo quando ormai non ha più alcuna importanza, arriviamo finalmente in quel punto della nostra vita a pensare e quindi, dire:

<< Ma sì, dai. Ormai non mi dà più fastidio. Spero stiano bene, anche se ne dubito>>.

Ma a volte cercare di amare qualcuno è come abbracciare un cactus o un riccio. Tanto belli e carini, ma poi ti presentano le spine quando ti avvicini, quando vuoi amarle un po’ di più.

E non hai altro da fare che chiuderti in te stesso, ma sai che non devi giudicare, devi imparare a perdonare e perdonarti.

E so che posso farlo, perché io riesco ad essere davvero diverso, a farmi passare le cose, a differenza di chi continua ad avere verso di me questo perenne rancore.

Io non odio, perché amo.

Non puoi lasciarti mai da solo, sai che è difficile essere forti, sai che è difficile amarsi, ci provi ogni giorno a stare meglio, ma è così fottutamente impegnativo.

Mi fa male ogni giorno, sento nel cuore il dolore. Mi manca sempre una persona, vorrei che sapesse, vorrei che capisse che mai vorrei farle del male. Desidero la sua felicità, desidero starci accanto per sostenerla, e mai vorrei costringere qualcuno ad amarmi.

Qua mi hanno detto molte cose, mi hanno considerato e definito in un modo che non riconosco, ogni volta che mi guardo allo specchio, e guardo questi occhi rossi dalle lacrime, sono gli occhi in cui mi affaccio.

Io che ho sentito solo giudizi su questa persona, su di me, ma chi ama non giudica.

Le voglio bene in ogni modo, in ogni posto, e spero stia lontana da chi davvero vuole farle del male, da chi si approfitta di lei per davvero.

Sicuramente non sono mai stato io.

Eppure si è convinta che sia io il nemico, che in qualche modo si è voluto approfittare della sua buona fede, per non so nemmeno io quale motivo.

Non c’è cosa che fa più male di sapere che la persona che ami o che amavi, pensa di te cose totalmente diverse dalla realtà.

E non poterci fare proprio nulla per cambiare le cose.

Mi hanno detto che dovevo smettere di scrivere, ma è palese che non ci sono riusciti. Perché non puoi imporre nulla a nessuno, e certamente non lo guarisci cercando di forzarlo.

Sarà il momento di starci male quando sarà, non perché lei o non so chi, per “gelosia”, vuole che io la smetta.

Non è che abbiamo il telecomando, non è così?

Purtroppo, cari amici, l’unico modo per farmi smettere sarebbe proprio darmi anche un pochino quello che desidero: un po’ di pace, un po’ di riparazione di quello che è stato distrutto

, insomma, ricostruire un rapporto, pian piano, senza dover essere per forza in un modo che è come vorrei io.

Un po’ come vorremmo insieme, no?

Ogni volta mi sembra di rivedere la lista dei miei errori. Alla fine non sono quelli a farmi male, ma la loro conseguenza.

Certamente, molti non posso considerarli tali. Venivano dal cuore, spontanei e con buone intenzioni, buonafede.

Non posso e non potrò mai accettare il fatto di essere visto come un demone, sapendo questo.

Ho sentito un dolore così forte da non riuscire a fermarlo, così come le lacrime che sono uscite fuori, che mi ha avvolto, mi ha incatenato e non mi sono sentito respirare.

Mi hanno detto di smettere di scrivere, ma non posso farlo. A volte parlare con gli amici non basta, nemmeno parlare con me stesso.

… nemmeno scrivere a penna su un foglio bianco.

E chi voleva impedirmi di farlo, chi mi ha giudicato, non credo proprio mi amasse. La loro priorità non è mai stata farmi stare meglio per fermare il mio dolore, invece, lo hanno intensificato.

E con loro, sono molto restio a frequentarli, figurati a confidarmi…

E non voglio lasciarmi solo, ho bisogno di guarire in un abbraccio.

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