La Chiave.

Ho fatto tante cose per paura. Tante cose come mettermi a scrivere, per ogni momento di sofferenza.

Ancora capita di soffrire e capiterà sempre. Ancora capita di sperare.

Sto combattendo contro me stesso e contro dei fantasmi da due anni, da quando ho cominciato ad avere paura, da quando ho sentito cose che non mi hanno fatto bene.

E sono entrato nell’acqua, annegando nel mio dolore, la paura, la paranoia, hanno cominciato ad influenzare le mie scelte, ho cominciato a credere che ci sono solo pochi amici, il resto sono conoscenti.

A definire e sezionare, a dividere in categorie. Al punto che se mi chiedi se posso voler bene a qualcuno da subito, io ti dico che non è più possibile.

Credo che sono diventato più duro, ma comprendo che posso pensare troppo, certe volte. Suppongo che certi lati del mio carattere, sono a volte, resi più forti, e non ho il “controllo”.

Che poi, a pensarci bene, “controllo” è proprio un brutto termine. Come se dovessi veramente diventare maniacale a tener e bada ogni emozione.

Ho notato che però l’ago della bilancia si sposta da un peso all’altro, quindi…

Al massimo posso modificare il modo di esprimere il pensiero, ma esso non cambierà, sarà sempre quello che è: rabbia, frustrazione, rancore, amore, odio, amicizia, speranza, voglia di essere lasciato in pace ecc.

A volte si vuole vivere la sofferenza, non so perché siamo un po’ masochisti, o se sentire il dolore sia uno dei tanti modi per sentirsi vivi…

Forse siamo presi dalle nostre emozioni, che non riusciamo a capire le altre persone.

Forse nella mia fragilità, veramente ho avuto “paranoie” e ho allontanato le persone, ho allontanato cose a cui tenevo.

Non ho mai però voluto fare del male a nessuno, ho agito solo perché ero mosso da buone intenzioni, e buona fede.

Volevo e voglio solo stare bene e che vada tutto bene.

Ho cominciato a cambiare, ed è difficile, ma ce la sto facendo. Ci vuole molto tempo, fatica, impegno.

Sto affrontando la più annosa evoluzione e rivoluzione della mia vita.

A volte penso che dovrei chiedere scusa per i miei atteggiamenti, alcuni saranno stati sicuramente fraintesi, o dovrei dire che “è tutta colpa mia”.

Ma mi difendo, per non finire in un limbo oscuro, in cui esiste solo il senso di colpa, ma non mi devo condannare, sono già stato punito, ho pagato e sto ancora pagando.

Poi ci sono altri momenti in cui mi viene il pensiero più naturale:”è andata così… ho dei difetti e se le altre persone non lo capiscono come non capiscono i miei momenti di difficoltà, beh… forse non è poi tanto male perderle”.

E ci perdiamo tra migliori e peggiori amici. Pensi che hai già difficoltà a capirti, figurati capire anche gli altri.

E ti perdi anche a pensare che di molte cose te ne freghi, che secondo qualcuno devi comportati in un modo, ma se da un lato ti dispiace, dall’altro ci pensi e:”Se mi hanno fatto questo effetto ci sarà un motivo, se in alcuni casi mi vengono le pare e in altri no, siamo sicuri, in fondo, che sono solo io il problema?”

Perché qualcun altro al di fuori di me dovrebbe pensare di essere nel giusto? Lo è solo dal suo punto di vista.

Certamente non posso nemmeno dire di essere mai nel torto, assolutamente. Questo farebbe di me una persona fin troppo presuntuosa.

Dicono che le persone cambiano per amore, io sono cambiato pur avendolo già perso, insieme alla persona di cui mi ero affezionato.

Ma non volevo che fosse tutto inutile, tutto con dolore e dispiacere e preghiere infinite.

E quindi ho cominciato a voler capire tutto, e ho iniziato a conoscermi, ad analizzare ogni emozione, ogni pensiero, il motivo per cui ci fosse tutto ‘sto casino.

Dovrei lasciar perdere molte cose, in fondo mi faccio lasciar trascinare dall’istinto, volevo essere spontaneo, senza forzare o fare chissà cosa a qualcuno… sparendo in abbracci e risate.

Sono cambiato, sono diventato anche più simile a chi mi ha cancellato.

e ora sono diventato molto più attento, se le cose ci sono, non possiamo negare la loro esistenza, solo perché a qualcuno disturba.

Posso fare del mio meglio, di più non posso promettere. Certi difetti restano, al massimo li esprimi diversamente.

Alla fine di questa storia so almeno che ora ho le chiavi per cambiare, per gestire al meglio i rapporti e la mia vita.

Ora saprei vivere con la persona a cui continuo a pensare, anche se non posso nemmeno negare che molte parole brutte siano “volate”.

Ultimamente però mi sto sentendo spontaneo a connettermi con alcune persone con cui non pensavo di poterlo fare.

Mi chiedo se alla fine ci perdoniamo, o forse non lo facciamo mai, ma accettiamo gli altri e si riesce ad andare avanti comunque.

Mai smesso di voler bene, in fondo, forse sono un pazzo.

Forse son davvero paranoico e cose simili, forse una parte di me, dopo tutte le cose che mi son successe fin da ragazzino, è un po’ realmente impazzita.

Oppure, sono una persona normale e a volte, me la prendo, che dire? Ad ognuno il suo.

Io? Io sono io e mi occupo di questo.

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2 commenti

  1. “Forse siamo presi dalle nostre emozioni,
    che non riusciamo a capire le altre persone.”
    hai scritto un bel pensiero…
    ma bisogna… anche chiedersi…le altre persone “capiscono” davvero le nostre emozioni… la nostra anima?

    Piace a 1 persona

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